Ticino Musica si chiude con un arrivederci al 2021!

02 agosto 2020

La ventiquattresima edizione di Ticino Musica giunge alla sua conclusione. Il festival dell’era Covid, delle mascherine, delle distanze, dei concerti open-air e degli ingressi contingentati è stato chiuso in bellezza sul palcoscenico del Boschetto del Parco Ciani nella serata di giovedì 30 luglio dallo spumeggiante ensemble di violoncelli guidato dal M° Giovanni Gnocchi.

Tuttavia questo festival si ricorderà non tanto per le pur vincolanti restrizioni dovute alla pandemia, per le incertezze del “prima”, per gli igienizzanti ovunque e il pensiero fisso del “speriamo che l’anno prossimo torni tutto normale”, bensì per i sorrisi, anche alle 8.00 del mattino, pronti per le prime lezioni, per l’entusiasmo di fare un festival, di esserne parte, per la gioia pura di tornare a fare musica insieme, dal vivo, davanti a un pubblico in carne ed ossa, per la felicità di tornare a confrontarsi e condividere questa incredibile forma d’arte che va oltre le frontiere ed ogni forma di barriera.

“Ticino Musica 2020 è stata un’edizione sorprendente, valorizzata in primo luogo dal semplice fatto di esserci, dopo la paura di una necessaria cancellazione e gli sforzi per realizzarla nonostante le difficoltà. La fatica dell’ultimo mese di organizzazione è svanita nei sorrisi del pubblico, sempre numeroso, che ci ha sostenuto con partecipazione ed una gratitudine commovente. I numerosi concerti open air, realizzati con la preziosa collaborazione del Longlake Festival, hanno portato molta gente ad avvicinarsi per la prima volta alla musica classica. Quella di realizzare eventi di questo genere al Parco Ciani o in Piazza Manzoni è stata una grande scommessa, ma grazie al meteo benevolo e ad un sistema di amplificazione congeniale siamo riusciti a vincerla. Guardiamo all’anno prossimo arricchiti da questa esperienza e speranzosi di poter festeggiare degnamente il 25° compleanno di Ticino Musica, ovvero ripristinando l’opera (con “Il Barbiere di Siviglia” che ci aspetta), riorganizzando l’International Young Composers Academy “dal vivo” a Lugano ed offrendo un cartellone di eventi e masterclass con tutti gli strumenti e concerti anche nelle sale consuete, come l’Aula Magna del Conservatorio e il LAC”. Così il direttore artistico Gabor Meszaros nel riassumere il “suo” festival in poche righe.