Intervista al Quartetto Noûs

Lugano, 15 luglio 2013 – Ticino Musica dà ogni anno la possibilità a due ensemble emergenti di vivere l’esperienza di ensemble in residence: i gruppi invitati risiedono a Lugano durante l’intero periodo del Festival, frequentano i corsi facendo lezioni di musica da camera con diversi docenti e al tempo stesso sono inseriti nel cartellone quali protagonisti di concerti in vari luoghi del Ticino.

Il primo degli ensemble che andrà “in scena” è il Quartetto Noûs, composto da Tiziano Baviera, Alberto Franchin (violini), Sara Dambruoso (viola) e Margherita Franceschini (violoncello). Abbiamo intervistato i quattro strumentisti ad arco, di cui si fa portavoce Tiziano Baviera, primo violino.

Questa di Ticino Musica è la vostra prima esperienza di “ensemble in residence”? Quale ritenete essere il “valore aggiunto”, da un punto di vista formativo, di una simile opportunità?

Il Quartetto Noûs é nato all’interno del Conservatorio della Svizzera italiana, vivere la prima esperienza di “ensemble in residence” proprio qui a Lugano é gratificante. Siamo riconoscenti al M* Gabor Mezsaros per la stima e la fiducia accordataci. Questa occasione ci motiva a migliorarci sempre di più, a continuare a credere nel progetto di vita che stiamo costruendo con fatica, sacrifici ma con tanta gioia e soddisfazioni.

In questo periodo, quali altri vostri progetti sono in corso e quali seguiranno Ticino Musica?

I primi sei mesi del 2013 sono stati densi di impegni. Tanti appuntamenti, tante gratificazioni che hanno ricompensato la fatica della preparazione. Ora stiamo lavorando con i nostri insegnanti del Quartetto di Cremona, prepariamo i prossimi concerti che seguiranno Ticino Musica. Da settembre ci aspettano appuntamenti importanti , tra i quali l’inaugurazione del nuovo auditorium del “Museo del Violino” di Cremona e il concerto per la stagione “Polincontri” di Torino. Inoltre da ottobre cominceremo presso la Musik Akademie di Basilea un nuovo percorso di studio con il M* Reiner Schmidt, secondo violino del Hagen Quartett.

Come si struttura il vostro lavoro “quotidiano”, quali sono le vostre strategie di studio?

Da sempre siamo unanimi sul fatto che, per portare avanti nel migliore dei modi questo progetto, la costanza é fondamentale.A seconda dei periodi articoliamo le prove in maniere diverse.  Ogni pezzo ha difficoltà  e esigenze differenti, l’obbiettivo é trovare e raffinare il nostro metodo di lavoro, cercando di rendere  “funzionale” e piacevole il ritrovarsi a suonare insieme. Le difficoltà sono tante ed è fondamentale non perdere mai l’entusiasmo nonostante gli ostacoli che si possono presentare dal confronto di quattro persone che si ritrovano praticamente a convivere.

Mozart, Verdi, Webern, Schumann, Danzi: da cosa è dettata la scelta dei programmi dei vostri concerti?

La scelta del programma é sempre  delicata. Bisogna venire incontro al gusto del pubblico e trovare anche un senso, un filo conduttore che possa giustificare la scelta dei brani. Per il primo programma abbiamo puntato sul legame che esiste tra Mozart e Verdi, connessione chiaramente visibile nei cartelloni delle stagioni dei grandi teatri Lirici. Entrambi si sono cimentati, in misure diverse, ma sempre con con grande maestria, anche nella musica da camera. Mozart, insieme ad Haydn e Beethoven, ha contribuito in maniera fondamentale alla crescita della cultura cameristica. Abbiamo voluto dedicare a lui parte del programma eseguendo l’ultimo dei suoi 23 quartetti, il K 590, il terzo del ciclo dei quartetti “Prussiani”. Verdi ne scrive uno solo durante una pausa tra le rappresentazioni della sua Aida a Napoli. Quest’anno ricorre l’anniversario della sua nascita e, come gruppo italiano, ci sembrava doveroso rendergli omaggio. Per quanto riguarda il secondo programma abbiamo puntato sul romanticismo. Dopo aver avuto la fortuna di poter collaborare con il M* Gabor Mezsaros , abbiamo voluto ringraziarlo, in qualità di ensemble in residence, suonando nuovamente con lui il Quartetto di Danzi.  Nella seconda parte del programma eseguiremo il Quartetto Op. 41 n. 3 di R. Schumann, unanimamente riconosciuto come uno dei maggiori esponenti del romanticismo musicale, e Langsamer Satz di A.Webern, compositore che costituisce l’anello di congiunzione tra il tardo romanticismo e la dodecafonia  novecentesca.

 

Il Quartetto Noûs a Ticino Musica 2013:

15 luglio, ore 21.00 – Ascona, Chiesa Evangelica

W. A. Mozart, Quartetto KV 590

G. Verdi, Quartetto in mi minore

19 luglio, ore 21.00 – Lugano, Hotel Bellevue au Lac

W. A. Mozart, Quartetto KV 590

G. Verdi, Quartetto in mi minore

21 luglio, ore 17.00 – Monte Carasso, Curzutt, Chiesa di S. Bernardo

A. Webern, Langsamersatz

F. Danzi, Quartetto con fagotto op. 40 n. 2 (Gabor Meszaros, fagotto)

R. Schumann, Quartetto op. 41 n. 3

 

 

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