Ticino Musica http://www.ticinomusica.com/ Masterclass, Opera Studio, Laboratorio di Musica Contemporanea e Concerti Sun, 05 Jul 2015 07:37:55 +0000 it-IT hourly 1 Ancora posti disponibili!http://www.ticinomusica.com/ancora-posti-disponibili/ http://www.ticinomusica.com/ancora-posti-disponibili/#comments Sat, 27 Jun 2015 08:24:20 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=5172 Sono ancora disponibili alcuni posti per le masterclass di Ticino Musica! Le iscrizioni sono ancora aperte: affrettatevi!

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Conferenza stampa 26.05.2015 – Comunicato stampahttp://www.ticinomusica.com/conferenza-stampa-26-05-2015-comunicato-stampa/ http://www.ticinomusica.com/conferenza-stampa-26-05-2015-comunicato-stampa/#comments Sat, 06 Jun 2015 07:24:45 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=4869 Leggi di più »

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Comunicato Stampa

Ticino Musica International Classic

19 luglio – 1 agosto 2015

Lugano, 26 maggio 2015 – TICINO MUSICA, festival internazionale nella cui particolare, forse unica formula si coniugano masterclass, concerti, seminari, opera lirica e laboratorio di musica contemporanea, tornerà nella seconda metà del mese di luglio a far risuonare i luoghi del Cantone Ticino delle sue note di musica classica, nonché dell’entusiasmo dei giovani musicisti che da tutto il mondo giungono per parteciparvi.

TICINO MUSICA giunge quest’anno alla sua diciannovesima edizione nel solco di una tradizione che, come ogni anno, al tempo stesso si rinnova e si mantiene fedele a se stessa, in un percorso che registra una progressiva crescita.

Come da tradizione, per l’appunto, aprirà le danze, la sera del 19 luglio nell’Aula Magna del Conservatorio, la prima dell’Opera Studio internazionale “Silvio Varviso”, che, dopo il successo del Don Giovanni, propone quest’anno un altro sommo capolavoro di W. A. Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte: Le Nozze di Figaro.
Il doppio cast di cantanti – selezionato in seguito ad audizioni che hanno registrato oltre 270 iscrizioni – e l’orchestra – composta da allievi del Conservatorio della Svizzera italiana selezionati tramite audizioni – saranno guidati dall’immancabile Umberto Finazzi (direttore musicale) e dal nuovo, attesissimo “acquisto”di Ticino Musica, Marco Gandini (regia), già allievo e assistente del grande Franco Zefirelli e ora docente all’Accademia della Scala di Milano. Alla scenografia e costumi, Claudio Cinelli. 5 successive recite si terranno nella settimana dal 20 al 26 luglio ad Ascona, Bellinzona, Biasca e Sorengo.

L’elenco dei docenti delle masterclass vede gradite conferme, così come grandi e stimolanti novità. Tornano gli apprezzatissimi Homero Francesch (pianoforte), Stefano Molardi (organo), Marco Rizzi (violino), Hariolf Schlichtig (viola), Johannes Goritzki (violoncello), János Bálint (flauto), Ingo Goritzki (oboe), Frøydis Ree Wekre (corno), Lorenzo Micheli (chitarra), Rex Martin (tuba), Ulrich Koella (musica da camera con pianoforte), Gabor Meszaros (fagotto), Philippe Cuper (clarinetto), Judith Liber (arpa). Le novità prendono il nome di Edith Matis (canto), Ian Bousfield (trombone), Eric Aubier (tromba) ed Enrico Fagone con cui si inaugura il corso di contrabbasso, a completare la famiglia degli archi.

Il laboratorio di musica contemporanea, riproposto per la seconda volta dopo il successo dello scorso anno, sua edizione di “battesimo”, sarà nuovamente coordinato dal compositore svizzero Mathias Steinauer, affiancato quest’anno nel corso di composizione dal noto compositore tedesco Johannes Schöllhorn, da Arturo Tamayo per il corso di direzione e Luisa Castellani, novità di quest’anno, che seguirà la parte della vocalità contemporanea. I compositori svizzeri, che saranno protagonisti di altrettanti seminari, sono Philip Hefti, Rudolf Kelterborn, Kasper Ewald, Erik Ona e Jürg Frey. Il lavoro dei giovani direttori, che potranno lavorare con un ensemble selezionato tra gli allievi del Conservatorio della Svizzera italiana, sarà incentrato su due brani chiave del repertorio contemporaneo: Pierrot Lunaire di Arnold Schönberg e Zeitmasze di Karlheinz Stockhausen.

Il fatto che tutti i corsi si svolgano contemporaneamente e nel medesimo luogo (il Conservatorio della Svizzera italiana) dà la possibilità agli allievi dei corsi di lavorare, oltre che a livello individuale con i rispettivi insegnanti, a livello cameristico e di ensemble con altri studenti e docenti. Questo particolare aspetto fa di TICINO MUSICA un fecondo luogo di confronto e scambio artistico e umano.

Il cartellone dei concerti, che si compone di più di 50 eventi, a sua volta si rinnova pur rimanendo in linea con una tradizione che dà ampio spazio all’opera lirica come ai concerti dei docenti e dei partecipanti alle masterclass. Come ormai di consueto TICINO MUSICA sceglie inoltre di ospitare i premiati di importanti concorsi internazionali.

La sera del 20 luglio il Festival inaugurerà la serie dei recital dell’Aula Magna con il fagotto di Rie Koyama, premiata del Concorso ARD di Monaco di Baviera 2013. Il 26 luglio sarà invece la volta dell’oboista svizzero Marc Lachat, premiato del Concorso “Primavera di Praga” 2014.

Seguiranno poi i recital solistici di János Bálint, Hariolf Schlichtig, Marco Rizzi, Johannes Goritzki, Enrico Fagone, Stefano Molardi (Chiesa di San Siro, Canobbio) e Lorenzo Micheli (Chiesa di Santa Maria degli Angeli). Tra i concerti cameristici, soprano, tromba e organo in trio alla Chiesa di San Nicolao della Flüe (Besso), recital di ottoni nell’Aula Magna del Conservatorio con tromba, trombone, tuba e pianoforte, nonché un ricco concerto, nel medesimo luogo, con flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno e pianoforte.

Giovedì 23 e venerdì 24, nei locali del Conservatorio della Svizzera italiana (via Soldino 9, Lugano), si terrà una esposizione di strumenti e materiale musicale, aperta a tutti, della ditta internazionale YAMAHA.

Mercoledì 29 luglio Rovio ospita come ormai tradizione la openclass che quest’anno vede come protagonista il corso di viola del maestro Hariolf Schlichtig. Un’occasione per vedere da vicino il lavoro giornaliero dei partecipanti e di ascoltarne il risultato la sera al concerto.

Come ogni anno TICINO MUSICA ospita un ensemble emergente, il quale durante tutta la durata del festival ha la possibilità non soltanto di esibirsi in vari concerti, ma anche di studiare con i docenti delle masterclass, compiendo così attraverso TICINO MUSICA un’esperienza formativa a 360°. L’Abel-Quartett è l’ensemble in residence dell’edizione 2015. 1° premo al Concorso Haydn di Vienna e 2° premio ai concorso di Lione e Monaco di Baviera, il quartetto terrà concerti all’Hotel Bellevue au Lac (24 luglio) e nella suggestiva Chiesa di San Bernardo al Curzutt (26 luglio).

TICINO MUSICA è anche un’occasione per scoprire o riscoprire i luoghi del Ticino. La diciannovesima edizione del festival porta la sua musica e il suo entusiasmo, oltre che nei luoghi ormai “affezionati”, in alcuni siti “inediti” quali il Chiosetto di Sorengo, la piazza di Paradiso, Mendrisio con la Chiesa di San Sisino e il Chiostro dei Serviti. Dopo anni, TICINO MUSICA torna a Bellinzona portando, lunedì 20 luglio al Castello di Montebello, le Nozze di Figaro.

Il cartellone – ricco di eventi quotidiani, come, oltre ai concerti segnalati, i “Concerti pomeridiani dell’Aula magna”, preziosa opportunità di esibizione per gli studenti iscritti ai corsi – si concluderà la mattina del 1 agosto con l’appuntamento “Addio TICINO MUSICA 2015 e arrivederci a TICINO MUSICA 2016!”.

L’eccezionale partecipazione (numerica e qualitativa) alle recenti audizioni per l’Opera Studio internazionale “Silvio Varviso” (più di 270 presenze tra cantanti lirici e strumentisti) ha rappresentato una forte, ulteriore testimonianza di come TICINO MUSICA e lo stesso Cantone Ticino come luogo di formazione, di scambio e di alta esperienza artistica, siano sempre più un punto di riferimento, un “faro” per giovani musicisti che si avviano alla professione.

Per sostenere Ticino Musica è possibile aderire al Circolo Amici, i cui membri quest’anno avranno come sempre entrata gratuita a tutti i concerti e all’opera lirica.

Il programma dettagliato dei concerti e le relative informazioni possono essere consultati sul sito www.ticinomusica.com.

Per tutti gli interessati, si ricorda che le iscrizioni alle masterclass sono aperte fino al 15 giugno. Dopo la scadenza, vengono accettate iscrizioni solo se vi saranno ancora posti disponibili. I biglietti per i concerti e l’opera lirica di Ticino Musica 2015 si potranno acquistare in prevendita su ticinonline biglietteria.ch http://www.tio.ch/a_biglietteria/welcome.asp.

 

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Conferenza Stampahttp://www.ticinomusica.com/conferenza-stampa/ http://www.ticinomusica.com/conferenza-stampa/#comments Mon, 25 May 2015 10:11:04 +0000 http://www.ticinomusica.com/conferenza-stampa-2/ Martedì 26 maggio alle ore 11.00, presso l’Hotel Bellevue au Lac di Lugano (via Riva Caccia 10) avrà luogo la Conferenza Stampa per la presentazione ufficiale di TICINO MUSICA Festival 2015. L’invito è aperto a tutti!

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La masterclass di organo in dettaglio!http://www.ticinomusica.com/la-masterclass-di-organo-in-dettaglio/ http://www.ticinomusica.com/la-masterclass-di-organo-in-dettaglio/#comments Sun, 24 May 2015 18:36:02 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=4835 Leggi di più »

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Ticino Musica propone, per il secondo anno, la masterclass di organo con il M° Stefano Molardi, organista e musicologo di fama internazionale, nonché docente presso il Conservatorio della Svizzera italiana.
La masterclass si svolgerà in maniera “itinerante”, ovvero in diverse chiese del Ticino.
Ecco qui il programma dettagliato:

Masterclass
24-27 luglio  
Canobbio, Chiesa di S.Siro
Programma: J. S. Bach opera omnia

28-31 luglio
Mendrisio, Chiesa di S. Sisinio – Fondazione Torriani a Mendrisio
Programma: la musica italiana nei secoli 17. e 18. (Frescobaldi, M. Rossi, B. Storace, A. Scarlatti, B. Marcello, G. B. Pescetti, B. Galuppi. G. Valeri)

Concerti
24 luglio, ore 20.30
Canobbio, Chiesa di S. Siro
solista Stefano Molardi
25 luglio, ore 19.00
Lugano, Chiesa di S. Nicolao
Barbara Meszaros, soprano; Eric Aubier, tromba; Stefano Molardi, organo
26 luglio, ore 20.30
Giubiasco, Chiesa di S. Maria Assunta
solista Stefano Molardi
27 luglio, ore 20.30
Canobbio, Chiesa di S. Siro
I giovani maestri si presentano, con i partecipanti alla masterclass di organo
28 luglio, ore 20.30
Mendrisio, Chiesa di S. Sisino
solista Stefano Molardi
30 luglio, ore 20.30
Mendrisio, Chiesa di S. Sisino
I giovani maestri si presentano, con i partecipanti alla masterclass di organo

 

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Ancora per pochi giorni il 15% di scontohttp://www.ticinomusica.com/ancora-per-pochi-giorni-il-15-di-sconto/ http://www.ticinomusica.com/ancora-per-pochi-giorni-il-15-di-sconto/#comments Sat, 09 May 2015 21:33:29 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=4803 Ancora pochi giorni per sfruttare il 15% di sconto sulla quota di partecipazione alla masterclass: godrà di questa possibilità chi si iscriverà entro il 15 maggio. Affrettatevi!

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Ticino Musica su RITMOhttp://www.ticinomusica.com/ticino-musica-su-ritmo/ http://www.ticinomusica.com/ticino-musica-su-ritmo/#comments Thu, 26 Feb 2015 14:17:31 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=4733 La rivista RITMO, specializzata nella divulgazione di notizie relative al mondo della musica classica in Spagna e nel Mondo, ha di recente pubblicato un articolo su Ticino Musica. Puoi dare un’occhiata al reportage facendo click sul seguente link: Ticino Musica su Ritmo

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Intervista a Lorenzo Michelihttp://www.ticinomusica.com/intervista-a-lorenzo-micheli/ http://www.ticinomusica.com/intervista-a-lorenzo-micheli/#comments Fri, 01 Aug 2014 08:39:06 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=3374 Leggi di più »

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Lorenzo Micheli, docente di chitarra al Conservatorio della Svizzera italiana, è uno dei chitarristi più attivi al mondo, sia in campo didattico che concertistico. Questa estate ha suonato a Lugano sia per Ceresio Estate che per Ticino Musica riscuotendo un enorme successo.

La chitarra è uno strumento molto “popolare”, ma per chi intraprende la professione offre meno sbocchi rispetto a strumenti orchestrali. Quali sono i sacrifici peculiari che deve affrontare un ragazzo che decide di fare della chitarra la sua professione (e quindi in parte la sua vita)?

La chitarra è uno strumento paradossale: da sempre è impiegato per accompagnare il canto e la danza, in ogni genere e cultura musicale, eppure da sempre è considerato uno degli strumenti solisti (e quindi “solitari”) per eccellenza. Senza dubbio la sua voce esile ha giocato un ruolo determinante in questo isolamento: niente orchestra (con rare eccezioni), poca musica da camera, una predilezione per gli ambienti raccolti e le sale piccole. Anche se il perfezionamento delle tecniche di amplificazione e la popolarità della chitarra elettrica hanno cambiato le carte in tavola, lo studio della chitarra continua a richiedere un’applicazione e una disciplina di stampo quasi eremitico, e un meticoloso lavoro sui dettagli degno di un artista della miniatura. Anche per questo “Ticino Musica” rappresenta per i nostri studenti un’opportunità preziosa di incontro e di confronto, un modo per mettere il proprio – fondamentale – lavoro individuale al servizio della comunità musicale.

E’ questo il tuo terzo anno a Ticino Musica e come nelle precedenti edizioni il tuo corso è uno dei più gettonati.  Rispetto alle altre masterclass che tieni in giro per il mondo, cosa c’è di particolare e forse di speciale qui a Ticino Musica?

Ticino Musica è ben più di un normale Festival: è un atto d’amore per la musica. Nelle aule in cui si tengono i corsi e nelle sale in cui si svolgono i concerti si percepiscono un entusiasmo e un clima di febbrile passione che non credo di aver mai trovato altrove. C’è, credo, una gioia palpabile di “fare musica” che va ben oltre l’atmosfera a volte un po’ austera e asettica che è tipica delle accademie. Ticino Musica è una festa che arricchisce Lugano e gli angoli più belli del Ticino. Conosco pochi altri corsi estivi che offrano un caleidoscopio di seminari, attività e concerti così ricco e di alto livello, senza contare le infinite possibilità di suonare i ragazzi hanno a disposizione.

Alla luce dei traguardi professionali che hai raggiunto, quali sono state le esperienze che nella tua formazione sono state maggiormente determinanti poi per la tua carriera?

Contemplare retrospettivamente quel lungo e complicato percorso che è la costruzione di una carriera musicale è come gettare uno sguardo verso la foresta da cui si è appena usciti: è difficile ricostruire esattamente come siamo arrivati fin qui, eppure ogni singolo passo è stato determinante. Ci sono mille bivi, mille deviazioni impreviste, aggiustamenti di rotta, ripensamenti. Ci sono state tappe che per me hanno avuto il senso solenne di un traguardo, come il primo premio al Guitar Foundation of America Competition, che è il concorso di chitarra più conosciuto del mondo. E ci sono stati – soprattutto – incontri fondamentali. Quando ho conosciuto Matteo Mela, quindici anni fa, non immaginavo che avremmo girato il pianeta insieme, e che il nostro lavoro in duo avrebbe rappresentato una parte così importante della mia vita musicale.

Oltre ad un’intensa attività didattica,  hai una feconda attività concertistica. Qual è l’autore che più ami suonare in concerto e perché? Come vivi, cosa ti dà quel “feeling” che si crea con il pubblico nel momento dell’esecuzione?

Alcuni autori mi stanno particolarmente a cuore per ragioni di affinità personale e culturale, a cominciare dal compositore fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco, autore colto e cosmopolita, figura esemplare di umanesimo musicale e prolifico autore di molti capolavori della nostra letteratura. Amo il Seicento italiano, un secolo di meraviglie sonore in cui gli strumenti a pizzico giocano un ruolo di primo piano, che ci ha regalato i capolavori di Ludovico Roncalli e Alessandro Piccinini, e la musica francese per due chitarre, con in testa la Sérénade di André Jolivet. Procedo a zig-zag, per strappi e per fasi, lasciandomi inghiottire di volta in volta dall’opera di un singolo autore o da un’intera epoca. Mi è successo per la musica di Alexandre Tansman, e per la Vienna decadente di Ferdinand Rebay.

Quando vedo mio figlio Pietro ascoltare a bocca aperta quello che gli si racconta, con l’avidità di chi sta scoprendo tutto per la prima volta, penso che esplorare la letteratura musicale sia un po’ la stessa cosa: farsi incantare da una storia fino a smarrirsi. E condividere la musica con un pubblico è un po’ come continuare a raccontare questa storia perché non essa vada mai perduta.

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Gala dei cantantihttp://www.ticinomusica.com/gala-dei-cantanti/ http://www.ticinomusica.com/gala-dei-cantanti/#comments Wed, 30 Jul 2014 07:16:14 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=3340 ATTENZIONE!

Cambio di luogo: il concerto di oggi, mercoledì 30 luglio, si terrà all’Hotel Bellevue au Lac (Riva Antonio Caccia 10. 6900 Lugano) alle ore 21.00. Grazie per la comprensione!

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Intervista ad Arturo Tamayohttp://www.ticinomusica.com/intervista-ad-arturo-tamayo/ http://www.ticinomusica.com/intervista-ad-arturo-tamayo/#comments Sat, 26 Jul 2014 13:01:31 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=3302 Leggi di più »

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Una delle grandi novità di Ticino Musica 2014 è il Laboratorio di Musica contemporanea, che comprende un lavoro di ensemble e il corso di direzione sotto la guida del M° Arturo Tamayo e un corso di composizione con i maestri Mathias Steinauer e Vladimir Tarnopolski.

Abbiamo intervistato il M° Tamayo.

 Come è nato il progetto del Laboratorio di Musica contemporanea a Ticino Musica?

La prima idea prevedeva di fare soltanto un corso di direzione d’orchestra: avevo proposto il progetto a Gabor Meszaros ed avevamo scelto il repertorio su cui lavorare, che è quello tuttora in programma. Successivamente Gabor e Mathias Steinauer mi hanno entrambi contattato proponendomi un laboratorio che unisse direzione e composizione ed io naturalmente mi sono trovato d’accordo perché penso che sia un’idea molto produttiva, originale e interessante.

Qual è secondo lei, all’interno del percorso formativo di uno studente che vuole intraprendere la professione, l’importanza della conoscenza teorica e pratica della musica contemporanea?

Secondo me la conoscenza della musica contemporanea è molto più importante di quanto tanti giovani oggi pensino e credano. Nella mia lunga esperienza di insegnante ho trovato molto spesso persone che dicevano di non essere interessate al repertorio contemporaneo, per poi finire a lavorare in ensemble di musica contemporanea. L’estrema specializzazione è una limitazione, pertanto è negativa e distruttiva per la carriera di ognuno; non si può decidere di interessarsi a un solo periodo storico rifiutando di coltivare gli altri. Un musicista di oggi (e sottolineo oggi) deve conoscere tutte le possibilità del suo strumento e un repertorio il più ampio possibile. Adesso sappiamo che è di moda il barocco e vi è quasi un sovraccarico, tanto che arriverà un momento in cui la gente non si interesserà più e cercherà altre cose, dunque un musicista che non sa fare che questo repertorio si pone dei grossi limiti.

La formazione attuale del musicista tende ormai a dare una visione generale del repertorio musicale, quindi anche del repertorio contemporaneo.

Quindi qual è un suo consiglio da dare a un giovane musicista che vuole intraprendere la professione?

Non fermarsi, non chiudersi nelle proprie idee, avere la mente aperta, lo spirito di avventura e una preparazione tecnica la più ampia possibile, la conoscenza del maggior numero di tecniche/effetti. Non si può arrivare a fare una produzione in orchestra come aggiunto e non saper fare certi effetti contemporanei, quello deve essere il repertorio che tutti conoscono; non esclusivamente, non dico che debbano fare solo musica contemporanea, devono fare ogni tipo di musica con la stessa convinzione. Allora il mio consiglio è di non chiudersi, non fermarsi, aprire la mente a nuove possibilità, nuovi terreni, nuove idee.

Nella sua professione di direttore, quali sono le differenze di approccio alla lavorazione di un brano contemporaneo il cui autore sia ancora vivente/presente alle prove o non ci sia più e nei casi siano state fatte altre esecuzioni del pezzo o meno?

L’unica differenza riguarda le decisioni artistiche. Se nel lavorare un pezzo trovo qualche problema – che può essere una nota sbagliata – e il compositore è presente, gli chiedo indicazioni e lui sicuramente si ricorderà o scoprirà qual è. Una volta ho chiesto a Luciano Berio se una nota era giusta, lui mi ha dato una pacca sulla spalla dicendomi: “Caro, ho scritto tanta musica, non mi ricordo”. Ci sono altri che si angosciano, che ricercano nei primi abbozzi. Ad ogni modo, quando abbiamo il compositore presente ovviamente si può parlare con lui per trovare una soluzione e questo è molto importante. Quando il compositore non c’è (e questo mi è successo tante volte) possiamo avere tanti errori nella partitura e non sapere come comportarci. Mi è capitato ad esempio di avere pezzi in cui contrabbassi e violoncelli andavano in ottava o all’unisono e a un certo momento i violoncelli suonavano do diesis e i contrabbassi re, e quello suonava come un errore. In casi del genere si deve prendere una decisione su qual è la nota giusta: alcune volte dall’analisi si sa, altre volte no e siamo noi a dover prendere la decisione artistica. Quando si fa un pezzo fatto già tante volte, anche contemporaneo, c’è una tradizione dell’esecuzione, uno sa più o meno cosa si fa di solito e ci si può appoggiare a questa. La cosa più importante rimane la possibiità di confrontarsi con il compositore.

Come cambia invece il rapporto con un’orchestra se deve dirigere un brano contemporaneo o un brano classico?

Per me non ci deve essere nessuna differenza. Noi siamo professionisti, che si suoni Mozart o Boulez, non c’entra niente, un pezzo si deve suonare con la più grande perfezione possibile. Ci sono pezzi del repertorio tradizionale che sono di una difficoltà enorme per l’orchestra e richiedono di essere lavorati al massimo, fino in fondo, fino a che tutto sia in ordine. Con il repertorio contemporaneo è la stessa cosa. Purtroppo tante volte i direttori prendono un brano contemporaneo come un obbligo, fanno una lettura da capo a fondo e vanno al concerto nonostante il pezzo non stia ancora in piedi. Ne risulta una cattiva esecuzione e questo è molto negativo. Stockhausen una volta mi disse: “Preferisco nessuna esecuzione a una cattiva esecuzione”, perché abbiamo tanti esempi di pezzi che non sono stati suonati per anni a causa di una prima esecuzione molto scadente. Un esempio è “Apparitions” di Ligeti, uno dei suoi migliori pezzi, che il giorno della prima fece scandalo poiché suonato male. Abbiamo l’obbligo di suonare tutto allo stesso livello, sia Mozart, sia Stockhausen, Brahms, Boulez, non importa chi. I pezzi del repertorio tradizionale sono conosciuti, hanno già un percorso; se io dirigo Brahms e il risultato non è soddisfacente, sappiamo non è colpa di Brahms, forse è il direttore che non ha lavorato il pezzo fino in fondo. Se io dirigo un pezzo nuovo, la gente non ha un punto di riferimento, un termine di paragone, allora se non si ha una buona esecuzione la gente può pensare che il pezzo sia scritto male. Ho avuto un’esperienza significativa, in questo senso, con Hans Werner Henze. Una volta abbiamo fatto un pezzo appassionatissimo, di cui mi feci inviare un cd della prima esecuzione, da cui tuttavia era difficile riconoscere il brano stesso. Io lo eseguii poi con l’orchestra nazionale di Spagna con Henze presente; dopo il concerto Henze venne da me e mi disse: “è veramente un bel pezzo!”, perché l’aveva sentito bene per la prima volta, per la prima volta suonato con convinzione, l’avevamo lavorato veramente in fondo: le linee e le strutture formali si sentivano molto bene, veniva fuori tutto quel mondo interiore che lui aveva scritto. Questo per me è molto importante in ogni repertorio che si fa.

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Intervista a Fiorenza Cedolinshttp://www.ticinomusica.com/intervista-a-fiorenza-cedolins/ http://www.ticinomusica.com/intervista-a-fiorenza-cedolins/#comments Fri, 25 Jul 2014 09:08:23 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=3232 Leggi di più »

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Il soprano Fiorenza Cedolins rappresenta una delle grandi novità di Ticino Musica 2014. Pur essendo per lei la prima partecipazione al festival ticinese, la sua masterclass conta numerosissimi iscritti. Tra le lezioni e i viaggi Lugano-Macerata per un’Aida in corso nello sferisterio marchigiano, siamo riusciti a fare una chiacchierata con lei.

Cosa pensa circa la situazione del canto e della lirica a Lugano, alla luce della crescita del progetto Opera Studio di Ticino Musica, della grande affluenza ai corsi in Conservatorio e della prossima apertura del Lac?

Il lavoro che in questi anni è stato fatto a Lugano per coltivare la vocalità (in particolare contemporanea), specialmente attraverso il lavoro che ha fatto la professoressa Castellani in Conservatorio, è straordinario e molto conosciuto a livello internazionale. Poi la grande novità è evidentemente l’apertura del Lac. Con questo nuovo contenitore, che potrà dare spazio anche a esecuzioni del repertorio operistico o concertistico-sinfonico che preveda un intervento importante delle voci, credo siano maturi i tempi per poter innestare una scuola che offra anche la possibilità dell’alta specializzazione nel repertorio belcantistico, romantico e verista, specialmente quello italiano, dato che il cantone è di lingua italiana, perché in futuro ci saranno sicuramente degli sbocchi professionali. In questo senso penso ad esempio alla formazione di un coro professionale per tutto il repertorio, non soltanto per il repertorio polifonico (dove c’è già un’eccellenza). Si può dunque immaginare uno sviluppo dei contenuti e dell’offerta artistica per la popolazione e una maggiore offerta di lavoro per i giovani studenti. Mi interessa moltissimo sviluppare questo, in quanto risiedo qui a Lugano già da diversi anni e tra l’altro qui in Ticino si stanno coagulando moltissimi miei colleghi. Il numero dei cantanti in carriera (carriera intesa come quella del repertorio della grande opera, quello più popolare) che gravitano attorno a Lugano è sicuramente in aumento e, perché no, in futuro si potrebbe pensare di riunire le forze per non disperdere questo grande patrimonio di conoscenza.

Che ruolo ha l’insegnamento all’interno della sua carriera? Qual è la peculiarità dell’insegnante di canto, rispetto agli altri strumenti?

All’interno della mia carriera l’insegnamento avrebbe avuto un ruolo molto importante se avessi trovato l’insegnante giusto; questo sarebbe stato un grande sogno all’inizio, perché quando a 19 ho iniziato a pensare di diventare una cantante lirica professionista ero totalmente digiuna di qualsiasi nozione di canto lirico – in precedenza avevo studiato organo, pianoforte, avevo cantato in cori polifonici – ma per me l’opera era una sconosciuta totale. Mi sarebbe piaciuto trovare subito un’insegnante brava, che mi potesse insegnare tutto e bene, invece sono autodidatta dal punto di vista del canto, nel senso che ho cercato di apprendere da tutte le persone con cui ho collaborato, ma non ho avuto un maestro di riferimento che dalla tenera età dei 19-20 anni mi portasse ad essere pronta per i debutti. L’unico musicista che per me è stato appunto un punto di riferimento fu Roberto Benaglio, che era tuttavia un maestro di repertorio” o “maestro di spartito”. Questi sono maestri che insegnano a interpretare, a fraseggiare lo spartito, a farlo proprio, ma non insegnano la tecnica del canto, la respirazione, l’impostazione del suono: quello è un lavoro squisitamente tecnico più fisico che intellettuale, che però è difficilissimo, perché il nostro strumento è il nostro corpo. Per noi tutto quello che si fa con i muscoli e soprattutto con il controllo nervoso crea lo strumento. Ora mi capita di sentire tantissimi giovani, o anche meno giovani, e di trovarmi spesso di fronte a errori macroscopici di impostazione, tali da chiedermi “ma com’è possibile?”, quindi sento anche fortemente la responsabilità deontologica di poter aiutare gli allievi.

 

Questa è la sua prima partecipazione a Ticino Musica. Quali sono le sue aspettative/cosa l’ha spinta ad accogliere l’invito?

Ho conosciuto Gabor Meszaros alcuni mesi fa in quanto siamo colleghi qui in Conservatorio; mi ha contattato spiegandomi cosa si faceva con Ticino Musica, questo festival di cui conoscevo già la bella offerta di masterclass e il livello dei nomi. Avendo poi conosciuto Gabor personalmente e avendone potuto apprezzare le qualità della persona, oltre che del musicista, così come il suo background culturale sia in campo artistico musicale che in campo organizzativo, ho avuto un’ottima impressione. E poi soprattutto vado molto a istinto e difficilmente mi sbaglio: penso che anche in questo caso l’impressione dell’istinto sia stata la migliore. Ci tenevo ad accettare questa collaborazione anche se sto facendo avanti e indietro da Macerata con un’Aida, che è un impegno enorme, ma lo faccio molto volentieri, perché non volevo rinunciare a una cosa a cui tengo, poiché sono convinta che Lugano abbia degli spazi, delle potenzialità che possono sbocciare in qualcosa di bello, di ancora più bello di ciò che già si fa. Poter fare sempre qualcosa di più è uno dei miei sogni.

 

Come vive un cantante il rapporto con la propria voce?

Quello con la propria voce è un rapporto di amore-odio. Noi parliamo sempre della nostra voce in terza persona, io parlo addirittura della Cedolins in terza persona, parlando del soprano. La voce è qualcosa che ci è dato, avere la voce è un dono che alle volte ti arriva anche tuo malgrado, un dono ingombrante, che va gestito con equilibrio psichico. E’ una cosa che domina, che condiziona la tua esistenza, un po’ come per i grandi pittori o per i grandi scienziati; è qualcosa che ti porta sempre ad andare verso quella dimensione e questo è bellissimo, ma allo stesso tempo può essere molto tragico. Chi non riesce a gestire questo dono, a farlo diventare strumento di espressione della propria personalità, rimane sottomesso dalla propria voce. Chi non ha una preparazione tecnica solida o l’equilibrio emotivo per gestire questo dono, che sente l’esigenza di esprimersi con il canto, ma non riesce, può cadere in forme di nevrosi e frustrazione. Più che per gli altri strumenti, nel canto voce il suono è totalmente influenzato dal pensiero. Quindi la coabitazione, all’interno di una persona, fra l’artista/la voce e la vita normale, è un po’ complicato, è faticoso, non ci si può mai dimenticare di essere una cantante, non è possibile, come non ci si può dimenticare un pianoforte sotto la pioggia.

 

 

Per concludere, ci vuole raccontare un episodio, un aneddoto che le è caro della sua carriera, legato a grandi direttori o artisti con cui ha lavorato?

Vorrei ricordare Lorin Maazel, in segno di rispetto e di omaggio verso questo grandissimo musicista del nostro tempo, scomparso pochi giorni fa.

Più in generale, è bellissimo quando ci si trova a fare musica con grandi musicisti, che siano direttori, strumentisti, orchestre o partner. L’affinità elettiva che subito scatta, questa sorta di scintilla che è molto paragonabile a quello che è l’innamoramento fra le persone, perché c’è proprio un’affinità di anime, di sensibilità, è una sorta di amore sublimato. Tutto questo è molto bello, succede anche nella danza. Con molti grandi artisti si provano queste emozioni, è molto bello quando ci si riesce a fondere nel momento sublime della perfetta armonia, sono momenti di estasi, è la felicità in terra, poi quando si torna alle realtà è sempre un po’ straniante. Quando faccio delle produzioni molto belle, di altissimo livello artistico e quindi di grandissima emozione, il ritorno alla realtà alle volte diventa veramente inaccettabile. Ma non si può sempre vivere in orbita.

 

 

I prossimi impegni di Fiorenza Cedolins

 

2014

– dal 18 ottobre al 4 novembre a Tokio, Osaka e Mito per Aida

– dal 9 al 23 novembre a Salerno per La Vedova Allegra

– dal 25 al 30 novembre a Seul per Aida

 

2015

– 4 gennaio al 1° febbraio a Pechino per Aida diretta da Mehta con la regia di Micheli

– il 15 marzo a Siviglia per un recital di canto

– dal 20 aprile al 17 maggio a Palma de Maiorca per Evgeni Onegin

– dal 19 maggio al 23 giugno al Teatro alla Scala per I Pagliacci

– dal 18 luglio al 26 agosto al Festival di Salisburgo per Il Trovatore

– dalla fine di agosto al 2 ottobre a Venezia per Tosca

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