Ticino Musica http://www.ticinomusica.com/ Masterclass, Opera Studio, Laboratorio di Musica Contemporanea e Concerti Thu, 04 Dec 2014 19:13:56 +0000 it-IT hourly 1 Intervista a Lorenzo Michelihttp://www.ticinomusica.com/intervista-a-lorenzo-micheli/ http://www.ticinomusica.com/intervista-a-lorenzo-micheli/#comments Fri, 01 Aug 2014 08:39:06 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=3374 Leggi di più »

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Lorenzo Micheli, docente di chitarra al Conservatorio della Svizzera italiana, è uno dei chitarristi più attivi al mondo, sia in campo didattico che concertistico. Questa estate ha suonato a Lugano sia per Ceresio Estate che per Ticino Musica riscuotendo un enorme successo.

La chitarra è uno strumento molto “popolare”, ma per chi intraprende la professione offre meno sbocchi rispetto a strumenti orchestrali. Quali sono i sacrifici peculiari che deve affrontare un ragazzo che decide di fare della chitarra la sua professione (e quindi in parte la sua vita)?

La chitarra è uno strumento paradossale: da sempre è impiegato per accompagnare il canto e la danza, in ogni genere e cultura musicale, eppure da sempre è considerato uno degli strumenti solisti (e quindi “solitari”) per eccellenza. Senza dubbio la sua voce esile ha giocato un ruolo determinante in questo isolamento: niente orchestra (con rare eccezioni), poca musica da camera, una predilezione per gli ambienti raccolti e le sale piccole. Anche se il perfezionamento delle tecniche di amplificazione e la popolarità della chitarra elettrica hanno cambiato le carte in tavola, lo studio della chitarra continua a richiedere un’applicazione e una disciplina di stampo quasi eremitico, e un meticoloso lavoro sui dettagli degno di un artista della miniatura. Anche per questo “Ticino Musica” rappresenta per i nostri studenti un’opportunità preziosa di incontro e di confronto, un modo per mettere il proprio – fondamentale – lavoro individuale al servizio della comunità musicale.

E’ questo il tuo terzo anno a Ticino Musica e come nelle precedenti edizioni il tuo corso è uno dei più gettonati.  Rispetto alle altre masterclass che tieni in giro per il mondo, cosa c’è di particolare e forse di speciale qui a Ticino Musica?

Ticino Musica è ben più di un normale Festival: è un atto d’amore per la musica. Nelle aule in cui si tengono i corsi e nelle sale in cui si svolgono i concerti si percepiscono un entusiasmo e un clima di febbrile passione che non credo di aver mai trovato altrove. C’è, credo, una gioia palpabile di “fare musica” che va ben oltre l’atmosfera a volte un po’ austera e asettica che è tipica delle accademie. Ticino Musica è una festa che arricchisce Lugano e gli angoli più belli del Ticino. Conosco pochi altri corsi estivi che offrano un caleidoscopio di seminari, attività e concerti così ricco e di alto livello, senza contare le infinite possibilità di suonare i ragazzi hanno a disposizione.

Alla luce dei traguardi professionali che hai raggiunto, quali sono state le esperienze che nella tua formazione sono state maggiormente determinanti poi per la tua carriera?

Contemplare retrospettivamente quel lungo e complicato percorso che è la costruzione di una carriera musicale è come gettare uno sguardo verso la foresta da cui si è appena usciti: è difficile ricostruire esattamente come siamo arrivati fin qui, eppure ogni singolo passo è stato determinante. Ci sono mille bivi, mille deviazioni impreviste, aggiustamenti di rotta, ripensamenti. Ci sono state tappe che per me hanno avuto il senso solenne di un traguardo, come il primo premio al Guitar Foundation of America Competition, che è il concorso di chitarra più conosciuto del mondo. E ci sono stati – soprattutto – incontri fondamentali. Quando ho conosciuto Matteo Mela, quindici anni fa, non immaginavo che avremmo girato il pianeta insieme, e che il nostro lavoro in duo avrebbe rappresentato una parte così importante della mia vita musicale.

Oltre ad un’intensa attività didattica,  hai una feconda attività concertistica. Qual è l’autore che più ami suonare in concerto e perché? Come vivi, cosa ti dà quel “feeling” che si crea con il pubblico nel momento dell’esecuzione?

Alcuni autori mi stanno particolarmente a cuore per ragioni di affinità personale e culturale, a cominciare dal compositore fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco, autore colto e cosmopolita, figura esemplare di umanesimo musicale e prolifico autore di molti capolavori della nostra letteratura. Amo il Seicento italiano, un secolo di meraviglie sonore in cui gli strumenti a pizzico giocano un ruolo di primo piano, che ci ha regalato i capolavori di Ludovico Roncalli e Alessandro Piccinini, e la musica francese per due chitarre, con in testa la Sérénade di André Jolivet. Procedo a zig-zag, per strappi e per fasi, lasciandomi inghiottire di volta in volta dall’opera di un singolo autore o da un’intera epoca. Mi è successo per la musica di Alexandre Tansman, e per la Vienna decadente di Ferdinand Rebay.

Quando vedo mio figlio Pietro ascoltare a bocca aperta quello che gli si racconta, con l’avidità di chi sta scoprendo tutto per la prima volta, penso che esplorare la letteratura musicale sia un po’ la stessa cosa: farsi incantare da una storia fino a smarrirsi. E condividere la musica con un pubblico è un po’ come continuare a raccontare questa storia perché non essa vada mai perduta.

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Gala dei cantantihttp://www.ticinomusica.com/gala-dei-cantanti/ http://www.ticinomusica.com/gala-dei-cantanti/#comments Wed, 30 Jul 2014 07:16:14 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=3340 ATTENZIONE!

Cambio di luogo: il concerto di oggi, mercoledì 30 luglio, si terrà all’Hotel Bellevue au Lac (Riva Antonio Caccia 10. 6900 Lugano) alle ore 21.00. Grazie per la comprensione!

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Intervista ad Arturo Tamayohttp://www.ticinomusica.com/intervista-ad-arturo-tamayo/ http://www.ticinomusica.com/intervista-ad-arturo-tamayo/#comments Sat, 26 Jul 2014 13:01:31 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=3302 Leggi di più »

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Una delle grandi novità di Ticino Musica 2014 è il Laboratorio di Musica contemporanea, che comprende un lavoro di ensemble e il corso di direzione sotto la guida del M° Arturo Tamayo e un corso di composizione con i maestri Mathias Steinauer e Vladimir Tarnopolski.

Abbiamo intervistato il M° Tamayo.

 Come è nato il progetto del Laboratorio di Musica contemporanea a Ticino Musica?

La prima idea prevedeva di fare soltanto un corso di direzione d’orchestra: avevo proposto il progetto a Gabor Meszaros ed avevamo scelto il repertorio su cui lavorare, che è quello tuttora in programma. Successivamente Gabor e Mathias Steinauer mi hanno entrambi contattato proponendomi un laboratorio che unisse direzione e composizione ed io naturalmente mi sono trovato d’accordo perché penso che sia un’idea molto produttiva, originale e interessante.

Qual è secondo lei, all’interno del percorso formativo di uno studente che vuole intraprendere la professione, l’importanza della conoscenza teorica e pratica della musica contemporanea?

Secondo me la conoscenza della musica contemporanea è molto più importante di quanto tanti giovani oggi pensino e credano. Nella mia lunga esperienza di insegnante ho trovato molto spesso persone che dicevano di non essere interessate al repertorio contemporaneo, per poi finire a lavorare in ensemble di musica contemporanea. L’estrema specializzazione è una limitazione, pertanto è negativa e distruttiva per la carriera di ognuno; non si può decidere di interessarsi a un solo periodo storico rifiutando di coltivare gli altri. Un musicista di oggi (e sottolineo oggi) deve conoscere tutte le possibilità del suo strumento e un repertorio il più ampio possibile. Adesso sappiamo che è di moda il barocco e vi è quasi un sovraccarico, tanto che arriverà un momento in cui la gente non si interesserà più e cercherà altre cose, dunque un musicista che non sa fare che questo repertorio si pone dei grossi limiti.

La formazione attuale del musicista tende ormai a dare una visione generale del repertorio musicale, quindi anche del repertorio contemporaneo.

Quindi qual è un suo consiglio da dare a un giovane musicista che vuole intraprendere la professione?

Non fermarsi, non chiudersi nelle proprie idee, avere la mente aperta, lo spirito di avventura e una preparazione tecnica la più ampia possibile, la conoscenza del maggior numero di tecniche/effetti. Non si può arrivare a fare una produzione in orchestra come aggiunto e non saper fare certi effetti contemporanei, quello deve essere il repertorio che tutti conoscono; non esclusivamente, non dico che debbano fare solo musica contemporanea, devono fare ogni tipo di musica con la stessa convinzione. Allora il mio consiglio è di non chiudersi, non fermarsi, aprire la mente a nuove possibilità, nuovi terreni, nuove idee.

Nella sua professione di direttore, quali sono le differenze di approccio alla lavorazione di un brano contemporaneo il cui autore sia ancora vivente/presente alle prove o non ci sia più e nei casi siano state fatte altre esecuzioni del pezzo o meno?

L’unica differenza riguarda le decisioni artistiche. Se nel lavorare un pezzo trovo qualche problema – che può essere una nota sbagliata – e il compositore è presente, gli chiedo indicazioni e lui sicuramente si ricorderà o scoprirà qual è. Una volta ho chiesto a Luciano Berio se una nota era giusta, lui mi ha dato una pacca sulla spalla dicendomi: “Caro, ho scritto tanta musica, non mi ricordo”. Ci sono altri che si angosciano, che ricercano nei primi abbozzi. Ad ogni modo, quando abbiamo il compositore presente ovviamente si può parlare con lui per trovare una soluzione e questo è molto importante. Quando il compositore non c’è (e questo mi è successo tante volte) possiamo avere tanti errori nella partitura e non sapere come comportarci. Mi è capitato ad esempio di avere pezzi in cui contrabbassi e violoncelli andavano in ottava o all’unisono e a un certo momento i violoncelli suonavano do diesis e i contrabbassi re, e quello suonava come un errore. In casi del genere si deve prendere una decisione su qual è la nota giusta: alcune volte dall’analisi si sa, altre volte no e siamo noi a dover prendere la decisione artistica. Quando si fa un pezzo fatto già tante volte, anche contemporaneo, c’è una tradizione dell’esecuzione, uno sa più o meno cosa si fa di solito e ci si può appoggiare a questa. La cosa più importante rimane la possibiità di confrontarsi con il compositore.

Come cambia invece il rapporto con un’orchestra se deve dirigere un brano contemporaneo o un brano classico?

Per me non ci deve essere nessuna differenza. Noi siamo professionisti, che si suoni Mozart o Boulez, non c’entra niente, un pezzo si deve suonare con la più grande perfezione possibile. Ci sono pezzi del repertorio tradizionale che sono di una difficoltà enorme per l’orchestra e richiedono di essere lavorati al massimo, fino in fondo, fino a che tutto sia in ordine. Con il repertorio contemporaneo è la stessa cosa. Purtroppo tante volte i direttori prendono un brano contemporaneo come un obbligo, fanno una lettura da capo a fondo e vanno al concerto nonostante il pezzo non stia ancora in piedi. Ne risulta una cattiva esecuzione e questo è molto negativo. Stockhausen una volta mi disse: “Preferisco nessuna esecuzione a una cattiva esecuzione”, perché abbiamo tanti esempi di pezzi che non sono stati suonati per anni a causa di una prima esecuzione molto scadente. Un esempio è “Apparitions” di Ligeti, uno dei suoi migliori pezzi, che il giorno della prima fece scandalo poiché suonato male. Abbiamo l’obbligo di suonare tutto allo stesso livello, sia Mozart, sia Stockhausen, Brahms, Boulez, non importa chi. I pezzi del repertorio tradizionale sono conosciuti, hanno già un percorso; se io dirigo Brahms e il risultato non è soddisfacente, sappiamo non è colpa di Brahms, forse è il direttore che non ha lavorato il pezzo fino in fondo. Se io dirigo un pezzo nuovo, la gente non ha un punto di riferimento, un termine di paragone, allora se non si ha una buona esecuzione la gente può pensare che il pezzo sia scritto male. Ho avuto un’esperienza significativa, in questo senso, con Hans Werner Henze. Una volta abbiamo fatto un pezzo appassionatissimo, di cui mi feci inviare un cd della prima esecuzione, da cui tuttavia era difficile riconoscere il brano stesso. Io lo eseguii poi con l’orchestra nazionale di Spagna con Henze presente; dopo il concerto Henze venne da me e mi disse: “è veramente un bel pezzo!”, perché l’aveva sentito bene per la prima volta, per la prima volta suonato con convinzione, l’avevamo lavorato veramente in fondo: le linee e le strutture formali si sentivano molto bene, veniva fuori tutto quel mondo interiore che lui aveva scritto. Questo per me è molto importante in ogni repertorio che si fa.

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Intervista a Fiorenza Cedolinshttp://www.ticinomusica.com/intervista-a-fiorenza-cedolins/ http://www.ticinomusica.com/intervista-a-fiorenza-cedolins/#comments Fri, 25 Jul 2014 09:08:23 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=3232 Leggi di più »

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Il soprano Fiorenza Cedolins rappresenta una delle grandi novità di Ticino Musica 2014. Pur essendo per lei la prima partecipazione al festival ticinese, la sua masterclass conta numerosissimi iscritti. Tra le lezioni e i viaggi Lugano-Macerata per un’Aida in corso nello sferisterio marchigiano, siamo riusciti a fare una chiacchierata con lei.

Cosa pensa circa la situazione del canto e della lirica a Lugano, alla luce della crescita del progetto Opera Studio di Ticino Musica, della grande affluenza ai corsi in Conservatorio e della prossima apertura del Lac?

Il lavoro che in questi anni è stato fatto a Lugano per coltivare la vocalità (in particolare contemporanea), specialmente attraverso il lavoro che ha fatto la professoressa Castellani in Conservatorio, è straordinario e molto conosciuto a livello internazionale. Poi la grande novità è evidentemente l’apertura del Lac. Con questo nuovo contenitore, che potrà dare spazio anche a esecuzioni del repertorio operistico o concertistico-sinfonico che preveda un intervento importante delle voci, credo siano maturi i tempi per poter innestare una scuola che offra anche la possibilità dell’alta specializzazione nel repertorio belcantistico, romantico e verista, specialmente quello italiano, dato che il cantone è di lingua italiana, perché in futuro ci saranno sicuramente degli sbocchi professionali. In questo senso penso ad esempio alla formazione di un coro professionale per tutto il repertorio, non soltanto per il repertorio polifonico (dove c’è già un’eccellenza). Si può dunque immaginare uno sviluppo dei contenuti e dell’offerta artistica per la popolazione e una maggiore offerta di lavoro per i giovani studenti. Mi interessa moltissimo sviluppare questo, in quanto risiedo qui a Lugano già da diversi anni e tra l’altro qui in Ticino si stanno coagulando moltissimi miei colleghi. Il numero dei cantanti in carriera (carriera intesa come quella del repertorio della grande opera, quello più popolare) che gravitano attorno a Lugano è sicuramente in aumento e, perché no, in futuro si potrebbe pensare di riunire le forze per non disperdere questo grande patrimonio di conoscenza.

Che ruolo ha l’insegnamento all’interno della sua carriera? Qual è la peculiarità dell’insegnante di canto, rispetto agli altri strumenti?

All’interno della mia carriera l’insegnamento avrebbe avuto un ruolo molto importante se avessi trovato l’insegnante giusto; questo sarebbe stato un grande sogno all’inizio, perché quando a 19 ho iniziato a pensare di diventare una cantante lirica professionista ero totalmente digiuna di qualsiasi nozione di canto lirico – in precedenza avevo studiato organo, pianoforte, avevo cantato in cori polifonici – ma per me l’opera era una sconosciuta totale. Mi sarebbe piaciuto trovare subito un’insegnante brava, che mi potesse insegnare tutto e bene, invece sono autodidatta dal punto di vista del canto, nel senso che ho cercato di apprendere da tutte le persone con cui ho collaborato, ma non ho avuto un maestro di riferimento che dalla tenera età dei 19-20 anni mi portasse ad essere pronta per i debutti. L’unico musicista che per me è stato appunto un punto di riferimento fu Roberto Benaglio, che era tuttavia un maestro di repertorio” o “maestro di spartito”. Questi sono maestri che insegnano a interpretare, a fraseggiare lo spartito, a farlo proprio, ma non insegnano la tecnica del canto, la respirazione, l’impostazione del suono: quello è un lavoro squisitamente tecnico più fisico che intellettuale, che però è difficilissimo, perché il nostro strumento è il nostro corpo. Per noi tutto quello che si fa con i muscoli e soprattutto con il controllo nervoso crea lo strumento. Ora mi capita di sentire tantissimi giovani, o anche meno giovani, e di trovarmi spesso di fronte a errori macroscopici di impostazione, tali da chiedermi “ma com’è possibile?”, quindi sento anche fortemente la responsabilità deontologica di poter aiutare gli allievi.

 

Questa è la sua prima partecipazione a Ticino Musica. Quali sono le sue aspettative/cosa l’ha spinta ad accogliere l’invito?

Ho conosciuto Gabor Meszaros alcuni mesi fa in quanto siamo colleghi qui in Conservatorio; mi ha contattato spiegandomi cosa si faceva con Ticino Musica, questo festival di cui conoscevo già la bella offerta di masterclass e il livello dei nomi. Avendo poi conosciuto Gabor personalmente e avendone potuto apprezzare le qualità della persona, oltre che del musicista, così come il suo background culturale sia in campo artistico musicale che in campo organizzativo, ho avuto un’ottima impressione. E poi soprattutto vado molto a istinto e difficilmente mi sbaglio: penso che anche in questo caso l’impressione dell’istinto sia stata la migliore. Ci tenevo ad accettare questa collaborazione anche se sto facendo avanti e indietro da Macerata con un’Aida, che è un impegno enorme, ma lo faccio molto volentieri, perché non volevo rinunciare a una cosa a cui tengo, poiché sono convinta che Lugano abbia degli spazi, delle potenzialità che possono sbocciare in qualcosa di bello, di ancora più bello di ciò che già si fa. Poter fare sempre qualcosa di più è uno dei miei sogni.

 

Come vive un cantante il rapporto con la propria voce?

Quello con la propria voce è un rapporto di amore-odio. Noi parliamo sempre della nostra voce in terza persona, io parlo addirittura della Cedolins in terza persona, parlando del soprano. La voce è qualcosa che ci è dato, avere la voce è un dono che alle volte ti arriva anche tuo malgrado, un dono ingombrante, che va gestito con equilibrio psichico. E’ una cosa che domina, che condiziona la tua esistenza, un po’ come per i grandi pittori o per i grandi scienziati; è qualcosa che ti porta sempre ad andare verso quella dimensione e questo è bellissimo, ma allo stesso tempo può essere molto tragico. Chi non riesce a gestire questo dono, a farlo diventare strumento di espressione della propria personalità, rimane sottomesso dalla propria voce. Chi non ha una preparazione tecnica solida o l’equilibrio emotivo per gestire questo dono, che sente l’esigenza di esprimersi con il canto, ma non riesce, può cadere in forme di nevrosi e frustrazione. Più che per gli altri strumenti, nel canto voce il suono è totalmente influenzato dal pensiero. Quindi la coabitazione, all’interno di una persona, fra l’artista/la voce e la vita normale, è un po’ complicato, è faticoso, non ci si può mai dimenticare di essere una cantante, non è possibile, come non ci si può dimenticare un pianoforte sotto la pioggia.

 

 

Per concludere, ci vuole raccontare un episodio, un aneddoto che le è caro della sua carriera, legato a grandi direttori o artisti con cui ha lavorato?

Vorrei ricordare Lorin Maazel, in segno di rispetto e di omaggio verso questo grandissimo musicista del nostro tempo, scomparso pochi giorni fa.

Più in generale, è bellissimo quando ci si trova a fare musica con grandi musicisti, che siano direttori, strumentisti, orchestre o partner. L’affinità elettiva che subito scatta, questa sorta di scintilla che è molto paragonabile a quello che è l’innamoramento fra le persone, perché c’è proprio un’affinità di anime, di sensibilità, è una sorta di amore sublimato. Tutto questo è molto bello, succede anche nella danza. Con molti grandi artisti si provano queste emozioni, è molto bello quando ci si riesce a fondere nel momento sublime della perfetta armonia, sono momenti di estasi, è la felicità in terra, poi quando si torna alle realtà è sempre un po’ straniante. Quando faccio delle produzioni molto belle, di altissimo livello artistico e quindi di grandissima emozione, il ritorno alla realtà alle volte diventa veramente inaccettabile. Ma non si può sempre vivere in orbita.

 

 

I prossimi impegni di Fiorenza Cedolins

 

2014

– dal 18 ottobre al 4 novembre a Tokio, Osaka e Mito per Aida

– dal 9 al 23 novembre a Salerno per La Vedova Allegra

– dal 25 al 30 novembre a Seul per Aida

 

2015

– 4 gennaio al 1° febbraio a Pechino per Aida diretta da Mehta con la regia di Micheli

– il 15 marzo a Siviglia per un recital di canto

– dal 20 aprile al 17 maggio a Palma de Maiorca per Evgeni Onegin

– dal 19 maggio al 23 giugno al Teatro alla Scala per I Pagliacci

– dal 18 luglio al 26 agosto al Festival di Salisburgo per Il Trovatore

– dalla fine di agosto al 2 ottobre a Venezia per Tosca

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Intervista agli strumentisti dell’Opera Studiohttp://www.ticinomusica.com/intervista-agli-strumentisti-dellopera-studio/ http://www.ticinomusica.com/intervista-agli-strumentisti-dellopera-studio/#comments Tue, 22 Jul 2014 10:49:57 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=3208 Leggi di più »

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Oggi martedì 22 luglio alle 0re 21.00 avrà luogo, al Teatro San Materno di Ascona. la seconda rappresentazione del Don Giovanni di W.A. Mozart, messo in scena dai componenti dell’Opera Studio internazionale “Silvio Varviso”. In questi giorni abbiamo chiacchierato con gli strumentisti dell’ensemble, selezionati in seguito ad audizioni tra gli studenti del Conservatorio della Svizzera italiana: Filippo Maligno (violino), Sara Martinez Martinez (viola), Barbara Misiewicz (violoncello), Flavio Risseto Mieto (contrabbasso), Yuri Guccione (flauto), Cecilia Mugnai (oboe), Nikolett Urban (clarinetto), Patricia Pazos Pintos (fagotto), Charles Crabtree (corno) e Andrea Tiddi (percussioni).

Cosa rappresentano per voi Ticino Musica e l’Opera studio all’interno del vostro percorso formativo e professionale?

Ticino Musica rappresenta un incontro tra musicisti e artisti internazionali, una possibilità di trovare un’ispirazione e scambiare le idee con le persone provenienti da diverse culture, formazioni e generazioni. Con il progetto dell’Opera Studio Ticino Musica incrementa in noi strumentisti la conoscenza del lavoro in contesto operistico, approfondendo in particolare l’esperienza rispetto all’opera del periodo classico. E’ inoltre un’occasione per mettersi alla prova con il proprio strumento in relazione al canto e al tipo di scrittura mozartiana, nonché una splendida occasione per lavorare a stretto contatto con musicisti professionisti e illuminanti come Umberto Finazzi.

Rispetto ad altre esperienze orchestrali, liriche o di ensemble, qual è per voi la peculiarità dell’Opera studio, cosa ritenete unico o speciale nell’ambito di questa esperienza?

L’Opera Studio è forse “più speciale” degli altri progetti in virtù della sua struttura, del calendario dei lavori: con 8-9 giorni di prove si possono approfondire molti dettagli, molti aspetti dell’opera lirica che in altri ambiti vengono tralasciati, come ad esempio la stretta relazione tra testo e musica. Troviamo molto speciale inoltre il fatto di suonare un’opera cosi complessa e ricca a parti reali (una voce per ogni strumento), poiché in questo modo il proprio strumento ha la possibilità di diventare un vero personaggio della storia, con la propria voce e il proprio carattere. Questo pone un grado di difficoltà in più rispetto al suonare un’opera dello stesso calibro all’interno di un’orchestra di grandi dimensioni. Qui bisogna raggiungere un perfetto equilibrio tra il lavoro del singolo e l’armonia dell’insieme.

Il Don Giovanni di Mozart: quali sono da un lato le difficoltà, dall’altro le emozioni che pone il fatto di affrontare un capolavoro di tale grandezza?

La difficoltà sta innanzitutto nella responsabilità di suonare Don Giovanni come voleva Mozart, che scrive tutto con chiarezza, lucidità e trasparenza. Questo pone, in alcuni passaggi, difficoltà nel suonare perfettamente insieme. Capire bene il fraseggio e la struttura di ogni aria rappresenta una sfida.

Un’altra grande difficoltà risiede proprio nella particolarità del progetto: l’esecuzione a parti reali di un lavoro così elaborato e ricco di idee musicali. Tutto è “ridotto” all’abilità dei 12 musicisti, che tra di loro devono trovare un giusto equilibrio tra timbro e sonorità in un comune linguaggio musicale.

L’emozione più grande è data dalle stesse note di Mozart. Definirlo emozionante è comunque poco.

Per coloro i quali hanno per il secondo anno hanno vinto il concorso per già partecipare all’Opera studio, come ci si sente a “ritrovarsi” con un anno di esperienza in più? 

Per molti di noi, avendo già suonato per l’Opera Studio nella passata edizione, c’è sicuramente più intesa, tra di noi e con i direttori, molto attenti alle nostre esigenze. Questo rende il lavoro ancora più piacevole, sia per il fatto di collaborare con giovani professionisti, sia per il fatto di essere coordinati da musicisti affermati come Umberto Finazzi. Tornare, o arrivare, per i “nuovi”, con una certa esperienza alle spalle, e sulla base di questa doversi confrontare con gli altri in vista di un obiettivo comune, implica un forte senso di responsabilità, ci porta ad essere ciascuno molto esigente rispetto al proprio lavoro personale.

 

Prossime recite del  Don Giovanni: Ascona (Teatro San Materno, 22 e 23 luglio) e Lugano (Palazzo dei Congressi, 27 luglio).

Per informazioni e prenotazioni scrivere a ticinomusica@bluewin.ch o telefonare allo 091 980 09 72.

 

 

 

 

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Ticino Musica al via!http://www.ticinomusica.com/ticino-musica-al-via/ http://www.ticinomusica.com/ticino-musica-al-via/#comments Fri, 18 Jul 2014 10:13:59 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=3061 Leggi di più »

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Ci siamo:  Ticino Musica 2014 sta per iniziare. Lo staff è già al lavoro a tempo pieno con i preparativi logistici e organizzativi; cantanti, strumentisti e direttori dell’Opera Studio internazionale “Silvio Varviso” sono alle prese con le ultime prove del Don Giovanni prima del debutto, domenica sera alle 21.oo nell’Aula magna del Conservatorio della Svizzera italiana.  E poi, lunedì mattina, alle 9.30, la cerimonia di apertura del Festival segnerà l’inizio dei corsi di alto perfezionamento, con la partecipazione di 20 docenti da 10 nazioni (Svizzera, Italia, Germania, Ungheria, Francia, Norvegia, Spagna, USA, Israele, Russia), 12 assistenti al pianoforte da 8 nazioni (Italia, Bielorussia, Australia, Giappone, UK, Repubblica Ceca, Polonia, Grecia) e 170 iscritti alle masterclass, tra i quali si contano 40 nazionalità (oltre a praticamente tutte le nazioni europee, anche Argentina, Armenia, Australia, Canada, Cina, Colombia, Corea, Hong Kong, Indonesia, Iran, Giappone, Messico, New Zealand, Russia, Taiwan, Turchia, USA).

Nella giornata di lunedì 21 luglio, oltre ai corsi, si inaugurano i recital: alle 21.00, sempre nell’Aula magna del Conservatorio, aprirà le danze il violista Hariolf Schlichtig, accompagnato al pianoforte da Yumi Sekija, con un programma che comprende opere di Brahms, Britten, Schumann e Shostakovic. A seguire, nelle due settimane di Festival, oltre 50 concerti, le cui note risuonaranno in tutto il Ticino: Ascona, Canobbio, Faido, Giubiasco, Lugano, Maggia, Minusio, Monte Carasso, Rovio, Sorengo.

Auguriamo quindi buon Festival e buona musica a tutti!

 

 

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Sconto del 10% sulle iscrizioni alle masterclasshttp://www.ticinomusica.com/sconto-del-10-sulle-iscrizioni-alle-masterclass/ http://www.ticinomusica.com/sconto-del-10-sulle-iscrizioni-alle-masterclass/#comments Thu, 22 May 2014 22:38:29 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=2748 Leggi di più »

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Per chi non si fosse ancora iscritto a Ticino Musica 2014 vi è una nuova promozione sui costi di iscrizione alle masterclass: per chi si iscriverà entro il 15 giugno, sconto del 10% sulla quota di partecipazione! Approfittatene!

La promozione avrà effetto per coloro che entro domenica 15 giugno avranno effettuato il versamento dell’intero importo, il quale non sarà rimborsabile. Questo sconto non è cumulabile con altri sconti.

 

 

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Maggio con Ticino Musicahttp://www.ticinomusica.com/maggio-con-ticino-musica/ http://www.ticinomusica.com/maggio-con-ticino-musica/#comments Fri, 16 May 2014 22:09:35 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=2746 Leggi di più »

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Mancano ormai solo poco più di due mesi alla nuova edizione del Festival internazionale Ticino Musica, che da ormai 18 anni, con le sue masterclass e i numerosissimi concerti, vivacizza l’estate musicale del cantone Ticino e vi porta un’ondata di freschezza attraverso l’entusiasmo dei moltissimi giovani che nella seconda metà di luglio da tutto il mondo accorrono a Lugano e in tutto il Ticino.

In attesa che nuovamente si concretizzi questa speciale atmosfera, nel mese di maggio Ticino Musica dà già un “assaggio” di ciò che sarà la sua nuova edizione con due eventi: la Conferenza Stampa e il Concerto degli Amici.

Il 20 maggio, come di consueto all’Hotel Bellevue au Lac di Lugano, avrà luogo, ad opera del Direttore Artistico Gabor Meszaros, la presentazione ufficiale della XVIII edizione di Ticino Musica. La conferenza stampa è aperta ai giornalisti e a tutti coloro che fossero interessati a ricevere informazioni sulla rassegna di musica classica, quest’anno ricca di importanti novità.

Il 22 maggio, nella Chiesa Evangelica di Ascona, si terrà invece il tradizionale “Concerto esclusivo” offerto dal Circolo degli Amici di TICINO MUSICA, che quest’anno avrà come protagonista l’Ensemble di Fagotti della classe di fagotto del Conservatorio della Svizzera italiana. I fagottisti Arseniy Shkaptsov, Enara Marin Ortiz, Gerson Daniel Fabris, Patricia Pazos Pintor e Miguel Perez Diego, insieme al Maestro Gabor Meszaros, eseguiranno trascrizioni di celebri brani orchestrali.

Questo concerto rappresenta non soltanto uno squisito appuntamento musicale, ma anche l’occasione per entrare a far parte del Circolo degli Amici, il quale sostiene Ticino Musica e offre la possibilità ai suoi membri di ricevere regolarmente informazioni sul Festival, nonché l’entrata gratuita a tutti i concerti, le recite dell’opera e la possibilità di assistere come uditori alle masterclass e ai seminari.

 

 

Notizie dettagliate sul sito www.ticinomusica.com

Oppure contattando tel. 0041 91 980 09 72 e ticinomusica@bluewin.ch

 

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Masterclass 2014: fino al 15 maggio sconto del 15% sulla quota di partecipazione!http://www.ticinomusica.com/masterclass-2014-fino-al-15-maggio-sconto-del-15-sulla-quota-di-partecipazione/ http://www.ticinomusica.com/masterclass-2014-fino-al-15-maggio-sconto-del-15-sulla-quota-di-partecipazione/#comments Thu, 01 May 2014 10:15:53 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=2738 Leggi di più »

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L’edizione 2014 di Ticino Musica si avvicina a grandi passi! Con le grandi novità delle masterclass di arpa (M° Judith Liber) e del Laboratorio di Musica Contemporanea (M° Tamayo, M° Steinauer e M° Tarnopolsky), nonché l’attesa per il ritorno dei docenti delle scorse edizioni, Ticino Musica registra già molte iscrizioni. Per chi si iscrive entro il 15 maggio vi è uno sconto del 15% sulla quota di partecipazione….vi invitiamo ad approfittarne!

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Intervista al quintetto di ottoni Hercules Brasshttp://www.ticinomusica.com/intervista-al-quintetto-di-ottoni-hercules-brass/ http://www.ticinomusica.com/intervista-al-quintetto-di-ottoni-hercules-brass/#comments Sun, 28 Jul 2013 07:39:30 +0000 http://www.ticinomusica.com/?p=2307 Leggi di più »

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Avevamo aperto la serie delle interviste di Ticino Musica 2013 con il Quartetto Noûs. Chiudiamo dunque ora con l’altro ensemble in residence presente in questa edizione, l’Hercules Brass Quintet. Quintetto di ottoni proveniente dalla Spagna, l’Hercules Brass Quintet ha tenuto concerti in Piazza San Carlo, al Cinema Iride e in Piazzale Elvezia ad Ascona, riscuotendo un enorme successo di pubblico e di critiche da parte di maestri e colleghi.

Come vi siete conosciuti e come è nata l’idea di formare un quintetto?

Ci siamo conosciuti diversi anni fa per il fatto di appartenere alla stessa regione della Spagna, la Galizia, dove siamo cresciuti, umanamente e musicalmente, prima nell’Orchestra Sinfonica Giovanile di Galizia, poi nell’Orchestra Giovanile Nazionale. Una volta finiti i nostri studi siamo tornati in Galizia ed è nato il progetto del Quintetto, per soddisfare l’appetito musicale e artistico, difficile da “saziare” in altro modo a causa della crisi economica si sta attraversando, che riduce le possibilità di esprimersi su un palcoscenico. In questo momento e in questa situazione la condizione dell’artista è purtroppo stagnante. Con la creazione del Quintetto e del nostro progetto riusciamo a lavorare come piace a noi, strutturando le prove e la scelta del repertorio secondo il nostro gusto e il nostro metodo di lavoro, proponendo tutto questo al pubblico come vogliamo noi.

Questa è la vostra prima esperienza di “ensemble in residence”? Come avete accolto l’invito e come avete vissuto Ticino Musica, in relazione alle aspettative che avevate?

Sì, è la nostra prima volta come ensemble in residence in un Festival. L’invito è arrivato attraverso Luis González, che ci ha messi in contatto con Gabor Meszaros e Ticino Musica. L’esperienza supera al massimo le nostre aspettative. Sono quindici giorni di lavoro con insegnanti di altissimo livello e concerti di massimo rilievo. Durante un simile periodo di attività si lavora intensamente sviluppando idee che si elaborano per la realizzazione di un prodotto compiuto. Da qui ci portiamo a casa un “bagaglio” che costituisce un punto di partenza per la prosecuzione del nostro lavoro.

Nel vostro primo concerto per Ticino Musica 2013 avete suonato con Francesco Tamiati, prima tromba del Teatro alla Scala di Milano. Che emozioni vi ha dato questa esperienza e cosa conservate di questa collaborazione?

Prima di tutto dobbiamo ringraziare il Maestro Tamiati per aver accettato questa collaborazione. Per noi è stata una sfida, per il programma da preparare, molto complicato, denso e molto diversificato negli stili. E’ stato difficile interiorizzare così tante informazioni in poco tempo di lavoro con lui. La cosa che maggiormente abbiamo acquisito e che conserviamo è l’incredibile impressione e soddisfazione dovuta alla sua dedizione al lavoro. E’ una persona semplice e umile e anche a livello musicale e artistico ha manifestato una personalità che si è perfettamente adattata al gruppo. Ci ha guidato portandoci come sul palmo di una mano, in maniera del tutto naturale, senza che noi dovessimo fare alcuno sforzo. E tutto sempre con molto carattere, molta energia.

I vostri concerti hanno riscosso un grande successo di pubblico. Quanto è determinante per voi il rapporto con chi vi ascolta, quanto influisce sulla vostra energia al momento della performance?

Siamo un gruppo giovane e stiamo facendo molte cose dentro e fuori dalla Spagna a un livello importante, ma ugualmente ci consideriamo come un gruppo di “amateur” dal punto di vista della nostra immagine di fronte al pubblico, in quanto il nostro nome non è ancora così conosciuto. Siamo rimasti sorpresi per la quantità di pubblico presente ai nostri concerti. Senza di esso non siamo niente, non possiamo esistere. Gli applausi, le ovazioni, gli ”olé”, i “bravo” sono le cose che davvero ci ricaricano e fanno sì che noi diamo il massimo. Speriamo di poter fare, per chi ci ascolta e chi ci ha ascoltato, tanto quanto queste persone hanno fatto per noi questa settimana. Soprattutto ci ha colpito ricevere tanti apprezzamenti al di fuori della Spagna, da parte di un pubblico che non ci conosceva.

Vogliamo ringraziare Ticino Musica, Gabor Meszaros e tutto lo staff. Il rapporto è stato incredibile, l’organizzazione si è sempre preoccupata che tutto funzionasse. Torniamo a casa molto felici.

 

Per maggiori informazioni www.herculesbrass.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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